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Il Viandante: Rapolla - Cattedrale di S. Maria Assunta

 

Melchiorre da Montalbano, Facciata, 1209.

   Agli inizi del 1209 il vescovo Riccardo dà l'avvio ai lavori di costruzione della chiesa. Il progetto  dell'architetto-scultore Melchiorre da Montalbano e prende corpo "nel luogo preciso del Castello rapollano" (Chiaromonte) o, forse, nel perimetro dell'antica cattedrale paleocristiana andata distrutta probabilmente  durante l'incursione dei melfitani, venuti a rivendicare il loro dominio  sul paese (1183). L'edificio  consacrato nel 1253 dal vescovo Giovanni Sorge.

   Le ricostruzioni, le modifiche e i restauri della fabbrica vanno di pari passo con le date dei vari terremoti: 

1456: distruzione quasi totale; 

1527, 1627, 1884: danneggiamenti;

1694: distruzione  e ricostruzione, grazie ad una lauta offerta fatta da papa Bendetto XIII (1724-1730) in visita alle zone terremotate durante l'anno 1724.

E poi, 1703, 1748, 1851, 1910, 1930, 1980: danneggiamenti o crolli e ricostruzione.

La facciata ha un portale con ai lati due finestre strombate ad arco tondo.

 

 

Melchiorre da Montalbano, Portale, scultura lapidea, 1253.

   L'opera risente dell'influenza dello stile gotico-borgognone appreso dall'artista durante i lavori eseguiti nel vicino castello di Lagopesole. La strombatura degli archi a tutto sesto  ottenuta da gradazioni di colonnine ottagonali e pilastri  con capitelli corinzi. 

(cfr. Scheda - Melchiorre da Montalbano)

 

 

 

 

Melchiorre da Montalbano, Capitello a foglie, scultura lapidea, 1253, Portale.

Melchiorre da Montalbano, Capitelli a foglie della strombatura del Portale, scultura lapidea, 1253.

   Le foglie di acanto, pianta perenne, utilizzate per i capitelli posti all’ingresso di una chiesa, oltre ad un aspetto decorativo ne avevano anche uno simbolico che richiamava il valore della vita eterna. 

(cfr. Scheda - Melchiorre da Montalbano)

 

 

Interno, 1253.

Pianta rettangolare a tre navate, con archi acuti e volte a crociera.  Le prime due campate della navata centrale, i pilastri e i capitelli sono di Melchiorre da Montalbano. Gli archi poggiano su sei colonne in pietra quadrata; due di queste ultime sono cruciformi, decorate alla base da volti di angioletti e putti.

Il vescovo Pietro di Catalogna, negli anni 1310-14, aggiunse alle tre navate esistenti una quarta, coprendola con volte a cordoncino, portata sopra colonnette pensili.

 

 

 

Ignoto, Crocifisso, scultura lignea, prima metà XIV secolo.

Cristo è appeso ad una croce a forma d’albero. Il simbolismo medievale dell’albero si articola all’interno di due poli. Uno di essi, qui impiegato, si lega al tema del rinnovamento e della vita eterna.  I viticci che nascono dalla croce centrale simboleggiano la capacità della Chiesa di porgere agli eletti strumenti di salvazione (tra cui la Croce, appunto).

   Lo stile in cui è scolpito è “ancora legato al modello del crocifisso gotico doloroso, di origine renana” e “fa  propendere  verso una datazione possibile alla prima metà del XIV secolo, per gli esiti  di un romanico già maturo e indirizzato  verso soluzioni plastiche ormai tendenti alla maniera” (Abita).

 

 

 

Melchiorre da Montalbano, Diavolo e Donna, capitello, 1253.

   Le due figure sono collocate in posizione parallela perché, secondo una concezione allora corrente, parallelo era anche il significato simbolico: così come la figura del maligno collocata tra un fogliame di fico (che nella simbologia medievale connota la sterilità, la morte) porta alla morte dell'anima,  altrettanto può fare  la donna dalle "belle guance".  

(cfr. Scheda - Melchiorre da Montalbano)

 

 

Melchiorre da Montalbano, Incubus (Gorgone), capitello lapideo, 1253.

La Gorgone  una delle raffigurazioni del diavolo. Veniva raffigurata anche coi canini sporgenti ed era in grado, secondo la mitologia, di  tramutare in pietra chiunque  incrociasse il suo sguardo. La simbologia medievale spesso l'assimila al demonio capace di "pietrificare" l'anima dell'uomo negandolo così alla Grazia.

(cfr. Scheda - Melchiorre da Montalbano)

 

 

 

 

Melchiorre da Montalbano, Il vizio della lingua, capitello lapideo, 1253.

La raffigurazione simbolica rinvia alla raccomandazione, pi volte contenuta tanto nell'Antico quanto nel Nuovo Testamento, di tenere a freno e di mortificare la lingua, uno dei principali veicoli di danno procurato all'anima.

(cfr. Scheda - Melchiorre da Montalbano)

 

 

 

 

Sàrolo da Muro, Peccato originale - Annunciazione, bassorilievo,1209, parete esterna a destra.

I due bassorilievi  sviluppano un  tema fondamentale del pensiero cristiano: il Peccato originale e l'Annunciazione, cio il parallelismo tra la caduta e la redenzione dell'umanità avvenute per mezzo di due donne, Eva e Maria. Da notare che la Vergine  raffigurata con il fuso in mano intenta a filare la porpora per il velo del Tempio di Gerusalemme. Tale rappresentazione si riferisce ad un brano dei Vangeli apocrifi.

(cfr. Scheda - Sàrolo da Muro)

 

 

Cristiano Danona, Immacolata, tela, 1589?

Il pittore, d’origine belga, si stabilisce a Napoli. Il suo stile, molto apprezzato dai contemporanei, non risente però dell’influenza della Scuola Napoletana. E’ piuttosto quest’ultima a prendere spunto dalle sue opere, le quali appaiono caratterizzate da tonalità cromatiche nette e da una viva attenzione verso le figure, in cui il pathos della religiosità sembra essere catturato da una staticità, in realtà solo apparente.

(cfr. Scheda - Cristiano Danona)

 
 
 
 
 

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