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Il Viandante: Rapolla - Chiesa di Santa Lucia

 

Facciata, sec. XI.

Costruita nel secolo XI, non si conosce la data precisa della sua fondazione. A proposito dello stile in cui  edificata, fu detto, con entusiasmo, che "non c'è disposizione più bizantina di questa, e Santa Lucia dovrà essere citata fra gli edifici dell'Italia meridionale, una copia autentica di puro modello greco" (Bertaux). La facciata  priva di decorazioni.

 

Pianta dell'edificio.

 

 

 

 

 

Lunetta e cordoni  del portale, scultura lapidea, sec. XI.

 Il portale, ad arco a tutto sesto, ha gli stipiti con capitelli decorati a foglie d’acanto spinoso — erba perenne e, quindi, simbolo di immortalità —  e l’architrave ornato da girali di tralci, motivo ornamentale dal valore simbolico che rinvia  alle parole di Cristo: “Io sono la vite e voi i tralci” (Giovanni, 15.5).

 

 

 

Interno, sec. XI.

L'edificio, a tre navate con sei arcate per lato,  a doppio schema di croce greca con due crociere poste l'una di seguito all'altra, in corrispondenza della seconda e quinta campata.  Le navate hanno volte a botte e le due crociere sono sovrastate da cupole ellittiche, racchiuse all'esterno da un tamburo quadrato e sormontate da un tetto triangolare a piramide. I pilastri quadrangolari, gli archi a sesto acuto e gli spigoli d'archi sono tutti in pietra grigia del Vulture. 

La luce penetra a fasci attraverso feritorie nelle navate creando una particolare atmosfera di raccoglimento. E' stata così concepita anche per mettere in evidenza il significato dell'edificio. Una voluta scelta formale dunque.

 

 

 

Giovanni Battista Vela, San Giuseppe, tela, 1777.

Quest’opera ha un  forte carattere  scenografico deducibile dalla profondità in cui sono inserite le figure e dal sovrapporsi dei diversi piani prospettici. L’autore, pur  non rinunciando all’esibizione di un notevole tecnicismo, 

mostra di possedere una grande raffinatezza stilistica. Va notato che sia nel suo  modo d’intendere il colore, morbido ed avvolgente,  e sia nella ricercatezza di alcuni particolari ornamentali, egli si rifà a Francesco Solimena (1657-1747). 

L’eccessiva aderenza allo stile di un autore morto da trent’anni denota però una chiusura da parte del Vela nei confronti di altri stimoli e di altre esperienze tecniche.

(cfr. Scheda - G. Battista Vela)

 

 

Ignoto di Scuola Napoletana, Annunciazione, tela, sec. XVIII.

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 

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